IPAB: Sentenza Corte Costituzionale Impone Accelerazione su riforma. Lavoratori non possono attendere

La sentenza della Corte Costituzionale dell’11/06/2020, nota da ieri, se da un lato ha dichiarato l’incostituzionalità dell’Art.34 della Legge 22, impone al Parlamento Siciliano l’esigenza di correre per dare alla Sicilia una riforma delle II.PP.A.B. per dare a questo settore ed ai Lavoratori le risposte che attendono da annidichiarano Gaetano Agliozzo, Paolo Montera e Enzo Tango Segretari Generali di FP CGIL CISL FP e UIL FPL Sicilia che hanno scritto una lettera al Governo e a tutti i Parlamentari Regionali.

“Il fatto che non vi possa essere l’automatismo, previsto dall’Art.34 Legge 22 tra l’estinzione dell’IPAB ed il passaggio di beni e personale al Comune, non significa affatto che a pagare il prezzo più amaro debbano essere i Lavoratori.

Occorre, al più presto, approvare una riforma delle II.PP.A.B che, da un lato le faccia diventare moderne strutture di assistenza e di cura alle persone e,  dall’altro risolva il problema del Personale.

Ci sono troppi Lavoratori che sono, da troppo tempo, bloccati in IPAB non più operative, estinte e/o in attesa di estinzione abbandonati al loro destino.

La Regione deve rilanciare le II.PP.A.B ed assicurare loro una occupazione.

Tali strutture possono agevolmente integrare l’offerta di servizi socio sanitari della Regione e dei Comuni anche a costi di gran lunga inferiori attualmente sostenuti dal SSR.

Vanno, poi, affrontati e risolti i problemi, denunciati da tempo e ben noti anche all’Assessorato che, attraverso il proprio servizio di vigilanza, ha confermato numerose e persistenti criticità che investono quasi tutte le IPAB: a) l’omessa o tardiva approvazione dei bilanci di previsione o dei consuntivi e, comunque, l’omessa trasmissione degli stessi all’Assessorato; b) l’assenza di documentazione giustificativa dei bilanci e dei consuntivi; c) il sistematico inserimento di previsioni di entrata non supportate dal necessario titolo; d) l’inadempimento non infrequente degli obblighi contributivi e previdenziali; f) una gestione anomala del personale, spesso individuata al di fuori di selezioni pubbliche; g) un contenzioso di notevole importo, senza che nei bilanci siano stati previsti gli oneri conseguenti all’eventuale soccombenza; h) diffusi fenomeni di “mala gestione”, che hanno condotto anche all’avvio di numerosi procedimenti penali; i) la violazione di norme di contabilità pubblica e l’illegittimo ricorso a procedure di riequilibrio.

La Corte ribadisce e Noi siamo d’accordo che è necessaria un’organica riforma di tali Istituzioni, favorendo la privatizzazione di quelle, specialmente di origine ecclesiastica, che non hanno matrice pubblicistica; si tratta di un intervento non più rinviabile sia in considerazione della precarietà finanziaria di molte IPAB sia in ragione dell’esigenza di disciplinare l’intero settore dei servizi alla persona».

Gaetano Agliozzo
Gaetano Agliozzo
FP CGIL
Paolo Montera
Paolo Montera
CISL FP
Enzo Tango
Enzo Tango
UIL FPL

Torna su